"La Ducati ha due piloti forti e li tratta nello stesso modo, Marquez sembra molto lontano, ma proviamo ad avvicinarlo - continua Lorenzo - abbiamo la Desmosedici più completa della storia e dobbiamo approfittarne, non consuma molto le gomme e tranne Sachsenring e Phillip Island andiamo bene ovunque: non è una Yamaha e non lo sarà mai, ma ci stiamo avvicinando a quel livello di percorrenza". È stata una gara complicata per la brutta partenza che ho fatto. Fantastico vincere due gare di fila con la Ducati.
Avevamo trovato la gomma posteriore giusta ma sapevo che comunque era impossibile battere la Ducati. "Ma la verità che Marc era lì, ma quando Dovi è caduto e ho visto un secondo di margine, ho pensato che questa era l'opportunità di spingere più e andare via" ha premesso il maiorchino ai microfoni di Sky Sport. "E' più colpa della Yamaha che di Vinales". In queste condizioni, con poco grip io ero al limite e mi mancavano 2 decimi mentre vedevo da dietro come se la cavava Jorge: "c'era un modo di guidare diversamente ed è quello che avremmo dovuto fare". Alla fine è un'insieme di cose: gli altri sono migliorati molto, poi è arrivata la centralina unificata, che per noi è stata un grandissimo problema e per gli altri quasi un vantaggio.
Solo terzo l'altro alfiere della Ducati, Dovizioso, staccato di 243 millesimi dal poleman di giornata.
Si è dovuto inchinare allo strapotere del suo futuro compagno di box, Marc Marquez, ma è riuscito ugualmente ad allungare in classifica grazie al secondo posto.